I Portali Parlanti di Calvello
Un percorso in dodici tappe tra fede e superstizione
Ogni sera, all'imbrunire, i segni e simboli impressi su portali e portoni dei vicoli di Calvello prendono vita per proteggere e augurare ogni bene a visitatori e abitanti di Calvello.
Il percorso parte da Via Sotto gli Orti n. 29 e arriva a Via Garibaldi n. 4, regalando, in dodici tappe, una passeggiata che si snoda tra fede e superstizione e che, grazie alla multimedialità, alle luci e ai suoni, racconta vite, storie, tradizioni, valori della comunità: un patrimonio di identità, un mondo che, scolpito dalla civiltà delle mani di Calvello, torna a vivere grazie al Progetto PIC - ter Calvello - Anzi - Laurenzana; Avviso pubblico "Piani Integrati della Cultura" PIC - Anno 2022


Prima tappa · Foglia
Via Sotto gli Orti n. 29
La simbologia di foglie, fiori e frutti è legata al desiderio di fortuna e prosperità.
La felce scolpita sul portale racconta la natura di Calvello; rievoca episodi di storia locale legata al brigantaggio ai confini tra Calvello, Marsico Nuovo e Marsicovetere; augura ricchezza, abbondanza e benessere.
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Seconda tappa · Fiore campanulato
S. Anna n. 4
Le figure antropomorfe sono poste a protezione delle abitazioni per scacciare il malocchio, le malattie e le malelingue. Per questo il mascherone paffuto che accoglie il visitatore ha le corna, una conchiglia sul capo e un fiore campanulato in bocca. L’incontro diventa l’occasione per raccontare il Castello, dietro l’angolo. Lì si insediò la Corte Marziale che, durante i moti carbonari del 1821-22, condannò a morte Carlo Mazziotta.
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Terza tappa · Spiga di grano
Via S. Francesco n. 9
Il portale della Famiglia Nardone è ricco di segni e simboli: un mascherone barbuto che storce gli occhi per cacciare via ogni male; gli ottagoni che conducono alla vita eterna; il numero 10 che rappresenta il cielo; un leone rampante che regge tra le zampe spighe di grano per celebrare l'operosità agricola, la cultura rurale e la civiltà contadina di Calvello; una corona, simbolo di gloria, di rinascita e amore, che ha accompagnato i migranti che non hanno mai dimenticato la loro Calvello.
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Quarta tappa · Onde del mare
Via S. Francesco n. 2
La conchiglia è l'origine di ogni cosa; rappresenta il grembo materno, la donna che genera la vita. La conchiglia scolpita sul portale racconta la condizione femminile nel mondo contadino calvellese, i matrimoni imposti, i delitti d’onore, le vedove bianche, le mamme calvellesi dei soldati morti in guerra e quelle che attendono i figli emigrati che tornano in estate.
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Quinta tappa · Cerchio
Piazza Sedile n. 11
Il cerchio rappresenta il sole, il potere maschile, che insieme all’acqua, il principio femminile materno, genera vita. I bambini sono la meraviglia di questa combinazione.
Il portale Lospinoso celebra proprio i bambini e l'infanzia spensierata, quella dei nonni calvellesi, i loro giochi e la vita quotidiana di un tempo, fatta di corse per andare incontro alla carrozza postale; sch'vugl a dorso d’asino o su bici; bagni e pesca nella fiumara Laterra; impavide escursioni nei boschi o sul Monte Volturino; ricerca di nidi; scherzi al prete; punizioni a suon di cinghia e “mazzate”. Ricordiamo anche in questo modo, con un portale a loro dedicato, i nostri nonni e i loro racconti, che resteranno per sempre nel nostro cuore.
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⚠ DA CONFERMARE: foto del portale a bassa risoluzione, sostituire con la foto originale
Sesta tappa · Fiore campanulato
Via Concezione n. 3
Il mascherone è adornato da una conchiglia sul capo; ha un fiore campanulato in bocca e un fiore sul petto. Le due appendici laterali, simili a monconi di braccia, sono il simbolo di protezione della proprietà e dei viandanti. Il mascherone è raffigurato nell’atto di soffiare via il malocchio e gli spiriti maligni. Racconta la civiltà delle mani, i paesaggi di Calvello ed alcuni episodi salienti della storia locale, dal terremoto del 1857 all’omicidio di Francesco Cancelli.
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Settima tappa · Spiga di grano
Via Concezione ⚠ n. civico DA CONFERMARE
La spiga è simbolo dell'operosità agricola, della fatica contadina. Racconta i paesaggi delle campagne di Calvello, gli attrezzi utilizzati per lavorare i campi, le abitudini quotidiane e lavorative di contadini e agricoltori, gli antichi mestieri, la creatività del mietitore e del “legante”, la pesatura del grano, il sapore del pane di un tempo.
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Ottava tappa · Fiore campanulato
Via Garibaldi n. 40
Il portone raffigura due mascheroni barbuti con un fiore campanulato in testa ed elementi decorativi floreali e fitomorfi. Dialogando tra loro, i mascheroni raccontano l’arte dell’intaglio del legno; gli utensili per la casa decorati con elementi del paesaggio calvellese, della cultura e dell’immaginario popolare; gli antichi mestieri, quello dei varricchiar e dei chiovarul; i passatempi di pastori, contadini e mandriani.
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Nona tappa · Onde del mare
Vicoletto Ancarola n. 1
Il portale raffigura una conchiglia, simbolo della donna che genera vita, e racconta le emozioni, le paure e le speranze di una contadina calvellese che sta per partorire, che chiede della levatrice, che si preoccupa di trovare una "mamma di latte", sicura di poter contare sul vicinato, che è una grande famiglia.
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Decima tappa · Ali di un angelo
Via Garibaldi n. 36
Il portale rappresenta un angelo, custode della serenità della famiglia; due colombe che ispirano la fedeltà coniugale; due figure fantastiche che proteggono la casa. A loro è affidato il racconto dell’amore nel mondo contadino calvellese, fatto di condivisione del duro lavoro dei campi; di gesti concreti come riscaldarsi, nutrirsi a vicenda; di dolore rassegnato, sofferenza silenziosa, che si perde nell’indifferenza, nella brutalità e nella fatica del mondo contadino. Perché l'amore ieri era anche questo.
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Undicesima tappa · Corona
Via Garibaldi n. 35
Un diavolo incoronato accoglie il visitatore. Racconta di aver seminato discordia tra i rioni del Piano e di Sant'Antuono, che si contendevano il fiume Laterra: le sue acque per bere e irrigare gli orti; i suoi pesci per mangiare. E racconta di come, per porre fine ai contrasti, i Benedettini costruirono il Ponte di Sant’Antuono, uno dei simboli di Calvello.
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Dodicesima tappa · Fiore campanulato
Via Garibaldi n. 4
Il portale, adornato da conchiglie e da un'aquila, emblema della Giustizia, sovrasta il Palazzo che un tempo era dei Ferri, famiglia gentilizia calvellese. Era un Ferri Don Gherardo, il Sindaco di Calvello durante i moti del 1822. Il racconto ripercorre i momenti più importanti di quei giorni, di quando a Calvello si moriva per la libertà.
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