
Calvello · Basilicata
Il Borgo Millenario
Mille anni di storia, un solo cuore
Ogni vicolo, ogni portale, ogni pietra di Calvello racconta una storia lunga mille anni.
Foto di Giovanni Larocca

Capitolo I · Medioevo
Le origini
Le origini di Calvello affondano nel Medioevo: già in epoca longobarda il colle del centro storico era un presidio difensivo, e il castello compare nei documenti come “castellum” fin dal 1089, sotto i Normanni. Da lì il borgo attraversa i secoli, Normanni, Svevi con Federico II, Angioini, fino ai moti risorgimentali dell’Ottocento. Il nome stesso, secondo alcuni studiosi, deriverebbe dal latino “caro et vellus” (carne e lana), le due attività, pastorizia e allevamento, su cui per secoli si è retta l’economia del paese.

Capitolo II · Duecento
I due rioni storici
Il Rione San Nicola, in alto, nacque intorno alla metà del Duecento sui resti dell’antica roccaforte longobarda. Poco distante, il Castello Carafa-Ruffo, passato nei secoli dai Sanseverino ai Carafa nel Cinquecento e poi ai Ruffo di Calabria alla fine del Settecento (da cui il nome), ospita oggi il laboratorio e museo della ceramica. Il Rione Sant’Antuono è collegato al centro dall’antico Ponte di Sant’Antuono, costruito agli inizi del Duecento da maestranze locali sotto la guida dei monaci benedettini.

Capitolo III · Dodici portali
I Portali Parlanti
Passeggiando tra i vicoli di pietra si incontrano i celebri “Portali Parlanti”: dodici antichi portali scolpiti che un tempo si credeva allontanassero il malocchio e augurassero prosperità alle famiglie. Un percorso in dodici tappe che parte da via Sotto gli Orti n. 29, sfiora il Castello Carafa-Ruffo, attraversa piazza Sedile e arriva in via Garibaldi n. 4: ogni portale racconta, con pannelli interattivi, storie di vita contadina, emigrazione e memoria popolare.
Scopri il percorso dei PortaliCapitolo IV · 1822
Una storia di coraggio
Tra i figli più coraggiosi di Calvello si ricorda Carlo Mazziotta, medico del paese e capo della locale vendita carbonara. Nel febbraio 1822 guidò sessanta uomini armati in un tentativo, fallito per un tradimento, di liberare un compagno dal carcere di Calvello. Processato dalla Corte Marziale austriaca, insediata proprio nel Castello Carafa-Ruffo, fu fucilato il 13 marzo 1822 a Fontanelle insieme ad altri otto patrioti, e sepolto nella Chiesa Madre. La sua storia è raccontata in un dipinto del pittore calvellese Antonio Masini, conservato nella “Stanza della Libertà” presso il Convento di Santa Maria del Piano.



Capitolo V · 730 metri
Un borgo tra i boschi
Calvello sorge a 730 metri di altitudine, ai piedi del Monte Volturino, dentro il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano. È attraversato dal fiume La Terra, uno dei pochi corsi d’acqua che non si asciugano mai in questa zona. Intorno, boschi di faggi, querce e castagni fanno da cornice al borgo tutto l’anno, mentre il Santuario di Maria SS. del Monte Saraceno, a 1.320 metri, custodisce l’effigie della patrona del paese: la statua viene portata in processione a piedi per 14 km nella seconda domenica di maggio, per fare ritorno in paese l’8 e 9 settembre.
Un piccolo assaggio del nostro borgo, tra scorci, tradizioni e volti di Calvello.












